L'arte non è noiosa

L'8 aprile del 1820 nell'isola di Milo in Grecia fu trovata la bellissima ed enigmatica Venere di Milo, oggi al Museo di Louvre.

E' la statua più famosa al mondo, una delle dee più venerate dell'antichità classica. Puoi anche chiamarla Afrodite.

Lei rappresenta la fertilità, l'amore, l'ideale di bellezza. Scommetto il mio patentino di guida che la conosci. Sai perché sono così sicura? Continua a leggere.

Tutto ebbe inizio quando nel 1815 la Francia restituì all'Italia la Venere Medici (oggi alla Galleria degli Uffizi a Firenze). Rubata da Napoleone Bonaparte durante il suo regno, era un enorme vuoto da riempire.

La scoperta della Venere di Milo è stata una manna dal cielo e quindi follemente sponsorizzata.

Da quel momento la Venere ha ispirato non solo molti artisti, scultori, musicisti e registi ma anche pubblicità e serie tv.

Di seguito vi elenco le mie preferite:

Nel film di Bertolucci "I Sognatori", un effetto ottico ricorda proprio la venere ellenica: i guanti neri della protagonista la fanno sembrare senza braccia.

 

 

La statua ha influenzato un'opera d'arte contemporanea, la  Venere di Milo con cassetti di Salvador Dalí

 

 

Nel 1910 la dea appariva in una pubblicità per Kellogg’s fiocchi di cereali, accompagnata dalla frase "Se Venere avesse le braccia".

In cartoni animati come Hecules della Disney, I Simpsons e Tom & Jerry.

Ti sei mai chiesto cosa è successo con le braccia?

Sembra che insieme al corpo abbiano trovato alcuni frammenti di una mano che reggeva una mela e da lì l'ipotesi che lo scultore Alessandro di Antiochia, abbia voluto rappresentare la dea mentre donava il pomo d’oro a Paride...

... oppure è la raffigurazione della dea del mare Anfitrite, venerata sull’isola di Milo ma questo non lo potremo mai sapere… per ora.

 

Grazie a tutti questi omaggi oggi conosciamo pezzi di storia dell'arte.

Grazie alla Francia conosciamo la Venere e grazie a Bugs Bunny conosciamo il Barbiere di Siviglia oppure La Valchiria che ha inspirato generazioni di cantanti e amanti dell'opera.

L'arte non è noiosa, a mio avviso va saputa "vendere".

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